Fede e ragione

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Fede e ragione

Messaggio  Betti Sabatino il Mar Giu 29, 2010 11:09 pm

Di seguito due sessioni filosofiche e le riflessioni che hanno voluto produrre i miei alunni della Scuola Secondaria di I grado Giovanni XXIII (SA) sulla tematica in oggetto. Un percorso ricco di riflessioni genuine, semplici, non teorie precostituite: un percorso che dà ampio spazio alla ricerca come modello educativo, come modello di vita.

La fede e la ragione sono come le due ali
con le quali lo spirito umano
s’innalza verso la contemplazione della verità.

(FIDES et RATIO)

Io non sono credente, mi sento un po’ orfano,
ma penso che fede e ragione
sono i due genitori dell’umanità.

(Parafrasando un pensiero di Erri De Luca)


Felice: Senza fede e senza ragione l’uomo si sente smarrito.

Vincenzo: Dante era smarrito all’inizio del suo cammino ma man mano accoglie fede e ragione.

Giuseppe: Anche per me è questo il senso… cercare nella vita equilibrio tra fede e ragione.

Giovanni Se.: All’uomo serve sia la fede che la ragione.

Arturo: L’uomo ha bisogno di credere in qualcosa.

Giuseppe: L’uomo ha bisogno di un punto di riferimento.

Arturo: La vita non avrebbe significato.

Enrico: Credo che fede e ragione si devono unire, non possono restare separate.

Andrea: Secondo me è difficile unire fede e ragione, ma si può provare.

Mario: Se l’uomo è umile, fede e ragione si possono unire.

Vincenzo: Ma l’uomo è superbo!

Armando: Il credo religioso a volte può diventare una scusa per fare guerra o litigare. È
successo tante volte. Succede ancora, per esempio la questione del crocifisso nelle aule.

Marco Lu.: Io mi ricordo delle Crociate.

Vincenzo: Bisogna essere tolleranti, accettare altre religioni.

Felice: Ricordando il Consiglio Comunale che abbiam fatto noi ragazzi sulla tematica di diversità e tolleranza, posso dire: “diversi significa speciali. Però molte le forme di razzismo che significa che una razza è superiore ad un’altra e razzista è colui che si sente superiore”.

Federica: Fede e ragione per formare una persona sono essenziali.

Michele: Fede e ragione sono diverse perché fede è credere in qualcosa. La ragione è affermare qualcosa.

Arturo: Credere senza vedere. La scienza deve invece fare ricerche.

Enrico: A volte si crede solo per paura dell’inferno quindi la ragione ha il sopravvento. Si crede per sicurezza.

Giuseppe: A volte c’è contraddizione fra ciò che si professa e ciò che si fa. Diavoli in casa e angeli in chiesa!

Marco La.: La fede e la ragione sono diverse ma entrambe aiutano l’uomo.

Luigi: Tra chiesa e scienza ci sono sempre stati contrasti, ma secondo me dovrebbero andare d’accordo.

Michele: Ricordiamo Galileo Galilei, Martin Lutero.

Arturo: Fede e ragione sono alla pari, anche se con la fede si crede senza vedere, la ragione crede se ha certezze, cerca cose certe.

Felice: Secondo la religione l’uomo è stato creato da Dio, secondo la scienza è avvenuta l’evoluzione.

Enrico: Ma credo che potrebbero andare d’accordo, perché c’è qualcuno che ha permesso il passaggio da scimmia a uomo. O no?

Giulia: Secondo me tra fede e ragione c’è un contrasto, e io mi sento più legata alla fede.

Enrico: Intanto il pericolo è che la religione diventi fanatismo e ciò è peggio ancora perché non è più religione.

Giulia: In tal caso la fede si pone proprio contro la ragione.

Armando: Io credo che al mondo c’è sempre qualcosa da scoprire e a volte l’uomo ha bisogno della scienza, altre volte di Dio.

Giovanni Se.: La scienza dice solo bugie, ogni tanto preannuncia la fine del mondo ma non è vero.

Marco Lu.: Ma ti sbagli, non è la scienza che dice bugie, sono gli indovini.

Vincenzo: Io sono molto credente ma uso molto la ragione e quindi non credo agli indovini.

Jessica: Conosco persone che sono molto credenti ma non usano la ragione.

Felice: La fede è seguita dal cuore mentre la ragione dalla mente.

Giovanni So.: A volte sono più credenti quelli che non vanno in chiesa.

Alessio: In verità c’è pure un detto: “Chi predica bene e razzola male!”

Giuseppe: Mio padre, pur non andando in chiesa, è molto credente.

Marco Ga.: Dove abito c’è una persona che crede in Dio tanto da costruire una piccola chiesa a casa sua.

Jessica: Secondo me fede e ragione sono due cose naturalmente separate, ma non in contrasto.

Federica: Anche secondo me.

Giovanni So.: Io mi sono fatto sempre una domanda: ma siamo sicuri che quello che di cui abbiamo fede sia reale? Che sia vero?

Enrico: Io credo nella fede che quando morirò andrò dal mio Dio, e se non è così? In questo caso entra la ragione. È qui che essa si fa domande e contraddice tutto quello che dice la fede. Allora è qui che io mi arrabbio: un uomo a chi deve dare ragione?

Simone: Allora l’uomo dice: Io non credo in niente, problema risolto.

Enrico: Se la fede e la ragione potessero essere compatibili sarebbe bello, ma non è così … non sempre è così.
Sessione filosofica - classe 2 L

* * *


Anna Chiara: Se Erri De Luca si sente orfano come fa a dire che fede e ragione sono i genitori dell’umanità?

Grazia: Se fede e ragione sono i genitori dell’umanità perché la ragione è più trascurata nella nostra vita?

Luca: A me sembra che entrambe sono trascurate.

Alfonso: Nella nostra società a volte sembra che non ci sia più la ragione.

Antonio: Tante notizie al Telegiornale! L’uomo ha proprio perso la testa … Dice bene mio nonno …”Non c’è più religione”…

Martina: Non capisco come e perché fede e ragione vanno insieme …Fede solo nel senso di religione? O Fede è sinonimo di fiducia?

Salvatore C.: Fiducia anche in altre persone non solo in Dio.

Grazia: Spesso la fiducia è riposta male.

Martina: Siamo in un tempo in cui non ci si può fidare.

Alessandro: A mio avviso non è vero che è colpa del nostro tempo siamo noi che stabiliamo se abbiamo o no fiducia.

Grazia: In questi tempi la fiducia può essere riposta solo in Dio, che non ti tradisce, non ti abbandona.

Stefania: Se si può dare fiducia solo in Dio significa che poi con gli altri c’è solo un rapporto falso?

Roberta: Si può dare e si deve dare fiducia agli altri ma le persone cambiano. Riguardo la persona di Dio non possiamo essere sicuri che esiste ma è comunque un punto di riferimento, una
guida per l’uomo.

Martina: Le persone cambiano perché cambiano le situazioni, le relazioni. Tra noi ragazzi si cambia per far parte del gruppo, per seguire la moda.

Luca: Se ci si adegua al gruppo è perché abbiamo bisogno di stare con gli altri.

Marco T.: L’uomo non può stare da solo.

Marco F.: A volte è meglio soli che male accompagnati …

Roberta: Proprio perché l’uomo non può stare da solo c’è bisogno di fede e ragione. Fede e ragione sono diverse ma entrambe cercano risposte a domande. Forse la fede è la risposta alla ragione? L’uomo deve trovare un senso. La scienza spiega come è nata la terra, la religione dà un senso alla vita dell’uomo.

Danila: La fede secondo me non è una risposta alla ragione si pongono domande diverse e trovano risposte diverse.

Tiziana: Diverse ma entrambe vogliono dare un senso alla vita.

Martina: Nella vita a volte sono contraddizioni, siamo di fronte a un bivio e quindi trascuriamo la fede o la ragione, non perché una delle due è meno importante, ma perché dobbiamo scegliere.

Anna Chiara: E’ difficile trovare un’intesa tra fede e ragione.

Martina: Nella mia vita personale la parte emotiva ha un ruolo importante perché condiziona le scelte. Nel senso che se cado, se vivo una delusione, la caduta condiziona le mie scelte successive, se credo in qualcosa, se resto delusa, quel mio credo svanisce e posso poi fare scelte di vita diverse da quelle che avrei voluto, ma meno dolorose.

Anna Chiara: Se si ha fiducia in se stessi si può continuare a credere in ciò in cui credi nonostante la delusione, ma rispettando i limiti, cioè non credi più in modo assoluto.

Grazia: Se qualcuno ti fa soffrire, per non soffrire più cerchi di evitare quella cosa che ti fa soffrire.

Ambra: Ma non sempre è facile evitare ciò che ti fa soffrire.

Stefania: Non è facile perché ciascuno ha bisogno dell’altro e quindi anche se è stato deluso, ripone nuovamente fiducia nell’altro. E’ una continua ricerca.

Grazia: Anche se si diviene più prudenti la ricerca è la voglia di sapere sempre di più.

Salvatore B.: L’uomo è incontentabile, va sempre alla ricerca

Alfonso: Sempre oltre!

Martina: La ricerca è comune alla fede e alla ragione, appartiene all’uomo. La fede non ha bisogno di fare.

Tiziana: Gli uomini credono solo nelle cose che vedono e però sono superficiali e non sanno vedere altre cose.

Mirko: Gli scienziati credono solo in quello che vedono e quello che toccano.

Anna Chiara: Gli uomini non è vero che credono solo nelle cose che vedono perché i sentimenti, non si vedono ma sono importanti per la vita degli uomini.

Martina: Io credo in Dio, no nella chiesa. L’uomo è alla ricerca della felicità, crede in ciò che lo rende felice.

Roberta: Io la penso proprio come Martina.

Luca: L’uomo spesso crede solo nelle cose che lo rendono felice.

Carmine: Ma esiste la felicità?

Danila: Bisogna saperla cercare non solo fuori di sé, ma anche dentro di sé.

Stefania: Non è pensabile credere solo nelle cose in cui ci rendono felici.

Salvatore C.: Per essere felici bisogna sapersi accontentare.

Ho poi invitato gli alunni a continuare la riflessione, mettendo per iscritto le loro idee. Ho dato loro una traccia di pensiero, in riferimento anche a contenuti disciplinari oggetto di studio e di riflessione.
Li ho lasciati liberi, cioè non era un compito che dovevano fare, ma li ho lasciati liberi di esprimersi o meno. Qui di seguito alcune riflessioni, ricche di vissuti e di spirito critico, a partire dalla seguente traccia. Nella nostra società multietnica diviene importante mettere in pratica, vivere gli articoli costituzionali (3, 7, 8, 19) che garantiscono la libertà di religione. Non solo nel passato ma ancora oggi si verificano situazioni di intolleranza, di fanatismo religioso. Esprimi la tua opinione, evidenziando come alla tua età anche il sentimento religioso è in evoluzione, in crescita: c’è bisogno di una maggiore consapevolezza dei propri vissuti, di una responsabilizzazione delle proprie azioni. Secondo la visione della Chiesa, Fede e Ragione sono come due ali con le quali l’uomo può andare verso la verità, cioè entrambe sono indispensabili per la crescita interiore dell’uomo. Condividi quest’idea?


Roberta: Fede e ragione in eterno contrasto! Fede e ragione, così diverse quanto uguali, entrambe cercano delle risposte, delle spiegazioni, ma entrambe in modo diverso. E’ impossibile pensare che possono collaborare, ma io ci penso!, se collaborassero potrebbero cercare risposte comuni. Purtroppo sono state spesso in contrasto. Tanto tempo fa la chiesa nutriva un profondo odio nella scienza e per questo perseguitava le persone che a essa si affidavano. Credo che questo odio e queste persecuzioni oggi si siano trasformate in rivalità e addirittura disprezzo. E’ assurdo sostenere che un religioso non crede nella scienza e uno scienziato non crede nella religione. Penso che religione e scienza potrebbero collaborare e rispondere alle tante domande che l’uomo si pone, si poneva e si porrà per via della sua grande curiosità. Per me la religione serve all’uomo per aggrapparsi a qualcosa che gli dia senso, è una semplice risposta che al contrario della scienza, che è più vicina alla realtà, se ne allontana molto. Dicono che entrambe, sia religione che scienza o fede e ragione, siano fondamentali, e anche io credo sia così. La religione è un punto di riferimento, una luce da seguire nel buio e se da un giorno all’altro sparisse ci sarebbe un caos enorme. Il libro che sto leggendo: “Angeli e Demoni” affronta proprio l’intolleranza tra fede e religione. Questo libro evidenzia questi due elementi e parla di un capovolgimento della situazione, cioè che dopo molti anni di persecuzione della chiesa verso gli scienziati, ora loro si ribellano e perseguitano a loro volta la chiesa che viene quasi messa in ginocchio da una setta di scienziati:” gli illuminati” che avevano radici ovunque. Ciò fa riflettere, questo contrasto non è sensato, che senso c’è nel perseguitarsi a vicenda solo per avere ragione?? Mi sono stupita di uno scienziato, di cui si parla nel libro, Vetra. Egli dava una legge religiosa a ogni scoperta scientifica, diceva che Dio era ovunque, in ogni legge scientifica c’era un tocco di Dio. Mi chiedo perché tanta fretta, mi chiedo perché questa corsa avventata per conquistare il trofeo della ragione che una volta ricevuto rimarrà solo un piccolo ricordo? Corri, corri che forse arrivi primo, sembriamo tanti bambini che ci bisticciamo per un inutile giocattolo. Apriamo gli occhi, questo è il mondo: una continua lotta verso la ragione che tante volta porta solo cattiveria. E la libertà dove è finita? Se la tua famiglia è religiosa, ti impongono la religione, “che libertà è!”. E le guerre che provocano solo distruzione? Beh alla fine servono sia la fede che la religione all’uomo per dargli le spiegazioni di cui ha tanto bisogno. Se si combatte in nome di un Dio, è perché si fa a meno della ragione. L’uomo può mai pensare a Dio, a un qualsiasi dio e fare in nome suo una guerra? Ho sempre pensato che l’uomo è un essere speciale per via della sua continua e assidua curiosità. L’uomo fin dall’inizio della sua vita ha saputo dare un senso a ciò che vedeva, ma l’uomo è anche un egoista, che vuole imporre le sue convinzioni agli altri. Ci sono persone che sono così fanatiche della scienza da venerarla quasi come un dio, in fondo è come se intorno alla scienza sia nata una nuova religione, una religione totalmente nuova che si affida a formule e scoperte.


Grazia: Progresso, intelligenza, evoluzione: queste parole le attribuiamo al nostro modo di vivere. Secondo me siamo andati verso il progresso ma solo sul piano scientifico. Sul piano intellettuale non siamo migliorati, siamo limitati perché stiamo facendo gli stessi sbagli che hanno fatto gli uomini del medioevo. Nel medioevo c’erano le crociate, quei guerrieri che combattevano per il Papa, per Dio e invece non era così, combattevano per soldi e interessi. Oggi non cambia niente, combattono con armi più letali per interessi e per soldi e per coprire queste malefatte mettono in mezzo Dio e uccidono senza pietà. In realtà Dio non entra nelle vite, mettiamo in mezzo Dio solo quando vogliamo che ci faccia un miracolo. I ragazzi dopo aver compiuto 12 o 13 anni scelgono senza l’ intervento dei genitori se continuare a frequentare la chiesa o smettere e la maggior parte decidono di smettere. Noi siamo cresciuti con fede e ragione insieme e non capisco perché non dovremo continuare anche nell’ adolescenza. Nei mesi scorsi si è sentito parlare molto del fatto che non dovrebbero esserci i crocifissi nelle scuole, ma io non capisco: il problema è risolvibile se c’ è un ragazzo di religione diversa accettiamo anche gli altri simboli, ma non eliminiamo quello nostro, se in esso realmente ci identifichiamo. E invece no, si fanno guerra, litigano e questa è la prova che sul piano intellettuale stiamo ancora al medioevo. Secondo me religione e ragione devono stare insieme anche perché la religione risponde a tante domande dell’uomo e così anche la religione. Ma se la religione non è sostenuta dalla ragione e dal buon senso diventa fanatismo.

Martina: Nasce l’uomo. Se nato da un soffio di una divinità, dal mare, dal fango o dal nulla, rimane ancora un mistero. Nasce l’uomo e con lui nasce la curiosità, il voler comprendere. No, non esisteva il “Piccolo libro delle risposte” di Carol Bolt, non c’erano reperti che testimoniassero qualcosa, e se fossero esistiti questi elementi, non avrebbero comunque soddisfatto l’uomo. È l’uomo stesso a creare la religione, attraverso il suo estremo bisogno di risposte. Quindi la religione è qualcosa di cui l’uomo necessita, ma come ci arriva? Tramite la ragione. Si potrebbe quindi dire che la ragione è il mezzo stesso per arrivare alla fede con la quale è poi in contrapposizione. E in un certo senso, si può dire anche il contrario. Ma perché l’uomo cerca una risposta? E perché come risposta si pone la fede? Forse perché non ci sono abbastanza prove, e allora ci si fida. Ma di chi e di cosa ci si fida? Questa domanda mette in crisi anche me che credo in Dio, che credo nel sentimento, che credo nella forza interiore, che credo che c’è sempre una soluzione a tutto. XXI secolo. L’uomo si evolve sì, ma in parte, perché rimangono insistentemente quei dubbi e quelle incertezze alle quali non riesce a trovare risposta attraverso prove concrete. Nella sua evoluzione è riuscito solo a formulare ipotesi e a creare altri mille quesiti. In quest’era particolare, l’uomo si trova in uno stato di delusione dal quale non riesce a uscire nemmeno essendo ottimisti, nemmeno credendoci, nemmeno sperando silenziosamente, e quindi fidarsi di un qualcosa di poco concreto, diventa insensato, o almeno difficile.
Nel corso della storia, in particolare a partire dal secolo dei lumi, il 700, ci sono stati numerosi scontri tra fede e ragione, ma l’uomo non può scegliere, a quanto pare necessita di entrambi e la cosa è alquanto strana. Sì, attraverso la fede e la ragione l’uomo vola alto, vola lontano, vola oltre. È come un enorme rebus senza soluzione, non c’è soluzione. Non c’è nessuno che spiega perché fede e ragione vivano come un’anziana coppia di sposi: nonostante i frequenti litigi, non possono fare a meno dell’altro. Oggi c’è un particolare accanimento per raggiungere la verità, per capire, e così in contrapposizione a questa “insensata fede” troviamo la “razionale ragione”, che possiamo sostituire con il termine “scienza”. Il compito della scienza è formulare ipotesi e verificare la loro esattezza, è il vertice di una razionalità. La scienza cerca di arrivare a una risposta attraverso un ragionamento, attraverso delle prove. La scienza ci dice che non ci sono prove per confermare l’esistenza di un dio da qualche parte. Tuttavia la maggior parte delle persone, pur consapevoli delle verità che la scienza afferma, preferisce credere che una forza spirituale ci abbia dato la vita. La fede cerca di spingere l’uomo verso ciò che va aldilà di quello che vede, e non sempre è facile. Possiamo dire anche che la fede è più “praticabile” quando non è un individuo a crederci, ma una massa. Una massa si crea quando più di un individuo la pensa allo stesso modo, Tutte le cose nuove e “diverse”, non sono nemmeno prese in considerazione, ma a volte succede che comincia ad esserci un certo numero di persone che segue quella “diversità”. Voglio solo dire che secondo me anche la religione è un po’ come una moda. Credo che la maggior parte dei miei coetanei non sappia precisamente le diversità tra le varie religioni, e allora come fa a dire di essere Cristiano, Buddista, Musulmano o altro? La risposta mi sembra evidente! Segue la sua famiglia, la sua generazione, la tradizione, ma segue una massa! E per alcuni motivi è anche giustificata, come scelta. Innanzitutto è difficile conoscere tutte le diverse religioni per poi scegliere in quale credere. Credo che religione dovrebbe significare libertà, ma invece mi ricordo le numerose persecuzioni avvenute nel tempo e le “persecuzioni religiose” rimangono, purtroppo, un argomento di attualità. Quindi parliamo di fanatismo religioso.
Comunque proseguendo, il fanatismo religioso è sostanzialmente il frutto di un’indifferenza della logica, secondo me, perché che senso ha condannare delle persone che credono in qualcosa di diverso da noi? Non ha senso il fanatismo religioso, Se il fanatismo religioso vuole “umiliare” la diversità, significa che c’è poca sicurezza. Quindi signore e signori benvenuti nel mondo della debolezza! Siamo così fragili e infinitamente egoisti da rovinare una strada affinché la nostra risulti la più percorribile? Se fede e ragione sono le ali con le quali l’uomo può andare lontano, lo scopriremo solo alla fine di questo viaggio.
Sessione filosofica - classe 3 L

Betti Sabatino

Messaggi : 1
Data d'iscrizione : 23.01.10

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum